Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica di Sperlonga

Sperlonga_grotta Tiberio

Nel 1957 i costruttori della strada litoranea fra Terracina e Gaeta furono protagonisti di una scoperta eccezionale. A poche centinaia di metri dalla cittadina di Sperlonga, lungo l’antica via Flacca Valeria, s’imbatterono in una serie di resti archeologici, che nel giro di breve tempo furono identificati con la villa di Tiberio (imperatore dal 14 al 37d.C.), più volte citata dalle fonti antiche ma la cui collocazione era sconosciuta. Sempre dalle fonti è noto che nel 26 d.C. Tiberio durante un banchetto fu salvato dal crollo di alcune rocce grazie al coraggio di Seiano, allora suo amico e confidente: l’episodio, narrato da Svetonio e da Tacito, probabilmente avvenne proprio in questo luogo, per l’esattezza all’interno della grotta.
La villa, il cui primo nucleo risale all’età tardo repubblicana, era costituita da una serie di terrazze rivolte sul mare. In quanto residenza imperiale era inoltre impreziosita da una ragguardevole collezione di oggetti d’arte che includeva teste, busti, statue e gruppi marmorei. Alcuni di questi oggetti vennero alla luce nel corso degli scavi e recuperati, sebbene ridotti allo stato di frammenti minuti. I loro temi richiamano sovente la leggenda di Ulisse – il mitico re di Itaca reso immortale da Omero attraverso l’Odissea – come per esempio una statua dell’eroe, il Gruppo di Scilla e il Gruppo del Polifemo accecato: gli ultimi due possono riferirsi agli scultori Athanodoros, Hagesandros e Polydoros di Rodi, gli stessi maestri che realizzarono il celebre Gruppo del Laocoonte esposto dal 1506 nei Musei Vaticani. L’attenzione su Ulisse è in accordo con la storia e le leggende che ancora oggi avvolgono il luogo. Fin dall’età romana si credeva infatti che il grande promontorio a nord fosse l’isola della maga Circe: qui, tenendo sempre fede alla narrazione omerica, il re di Itaca risiedette per oltre un anno prima di rinsavire, liberare i compagni e riprendere il viaggio verso casa. Il mito di Ulisse, già figurato su alcuni vasi greci datati agli inizi del VII secolo a.C., era divenuto particolarmente popolare in età ellenistica e romana. I tratti fondamentali del suo carattere racchiudevano qualità dal fascino straordinario, come l’intelligenza e l’astuzia, lo spirito di avventura e l’attrazione irresistibile verso l’ignoto. Esse avevano peraltro rappresentato le linee guida anche per l’Eneide di Virgilio, scritta quando Tiberio era giovane e a sua volta in parte ambientata nel Lazio meridionale. Nulla perciò di strano che anche l’imperatore fosse rimasto avvinto dal sito.
Il sito odierno raccoglie dunque non uno ma due testimoni, l’uno di Ulisse, l’altro di Tiberio. A scoperta avvenuta, il Governo Italiano si adoperò per mettere in sicurezza la villa e quanto era rimasto dei gruppi scultorei che furono sottoposti ad un’opportuna quanto delicata opera di ricostruzione. Nel 1963, a distanza di appena sei anni dal ritrovamento, il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, su progetto di Giorgio Zama, era pronto per l’inaugurazione. Ancor oggi esso rappresenta uno snodo fondamentale della cosiddetta ‘Riviera di Ulisse’.
Il Museo ha come primo obiettivo conservare e restituire alla fruizione del pubblico le sculture superstiti molte delle quali, come detto, hanno un rimarchevole valore storico e artistico, conservate ed esposte a poche decine di metri dal luogo dov’erano collocate in origine. D’altro canto, lo stesso Museo rappresenta il punto di partenza per un viaggio unico e per certi versi irripetibile. Il viaggio ha per elementi costitutivi la natura e la storia, il mito e la letteratura. Muovendosi a piedi verso sud il visitatore, attraverso un declivio immerso nella macchia mediterranea, scende fino ai resti della villa imperiale da dove il cammino è breve per giungere alle peschiere e alla grotta, al cui interno erano allestiti un tempo i gruppi e le statue di maggior pregio. Da quella posizione, volgendosi ad ovest, può abbracciare con lo sguardo il Monte Circeo e le isole di Palmarola e Ponza – ritagliate sullo sfondo del panorama – e idealmente il Mare Mediterraneo nella sua interezza. Quel che più conta, può farlo con gli stessi occhi con cui tanti secoli fa li abbracciò Tiberio; e ancor prima, naturalmente, con gli occhi di Ulisse.

Orario di visita 

Museo: da lunedì a domenica ore 8.30-19.30; ultimo ingresso ore 19.00

Area archeologica: da lunedì a domenica ore 8.30-16.00 (invernale), 8.30-19.00 (estivo)

Chiusura: 1 gennaio, 25 dicembre salvo aperture straordinarie su progetto MiBAC come da  DM 330 30/06/2016Criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali.


Biglietto intero € 5,00, agevolato € 2,00 (dai 18 ai 25 anni), fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBAC

Da ottobre a marzo ingresso gratuito la prima domenica del mese. Ingresso gratuito anche tutti i giovedì del mese di novembre e dicembre 2019.

Altre iniziative di gratuità al sito:

www.iovadoalmuseo.it

Si comunica che quest'Istituto s'impegna per offrire al pubblico un orario di visita quanto più esteso possibile, nel rispetto dei criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali previsti dal D.M. del 30 giugno 2016, in attesa che vengano espletate le previste procedure concorsuali finalizzate al superamento delle attuali carenze organiche e al conseguente incremento del personale in servizio.

Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica di Sperlonga
Via Flacca, km 16.300
04029 Sperlonga (LT)
tel. +39 0771 548028

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