Musei di Roma e del Lazio: prosegue la fase di riapertura

Musei di Roma e del Lazio

2020 - Comunicati

L’operazione di riapertura dei musei e dei luoghi della cultura statali di Roma e del Lazio prosegue senza soste: dopo la riapertura, il 16 giugno, del Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica di Sperlonga e, il 17 giugno, del Museo Archeologico di Vulci a Canino, nei prossimi giorni sarà la volta di Villa Lante a Bagnaia (18 giugno), di Palazzo Altieri a Oriolo Romano (18 giugno), del Comprensorio archeologico e Antiquarium di Minturnae a Minturno (18 giugno), del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma (19 giugno) e di Villa Giustiniani a Bassano Romano (25 giugno). Questi musei dipendono dalla Direzione Regionale Musei Lazio e dalla Direzione Musei Statali della Città di Roma, l’una e l’altra dirette da Edith Gabrielli. Dal 31 marzo 2020 le due Direzioni gestiscono 46 fra musei, aree archeologiche e luoghi di cultura di Roma e del Lazio. Fino all’8 marzo 2020 questo complesso insieme ha giocato un ruolo di notevole importanza nella cultura e nel turismo della regione, in virtù dei suoi circa 14 milioni di visitatori annui, per un incasso lordo di bigliettazione pari a 14 milioni di euro. L’operazione di riapertura ha avuto inizio il 19 maggio scorso con il Museo Archeologico Nazionale e Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina e il Palazzo Farnese a Caprarola, seguiti il 4 giugno dal Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma, il 9 giugno dal Pantheon e dal Monumento a Vittorio Emanuele II a Roma e dal Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz a Viterbo, il 10 giugno dal Museo Archeologico Nazionale “G. Carettoni” e Area Archeologica di Casinum a Cassino e, il 12 giugno, dal Sito Unesco di Cerveteri e Tarquinia. Alla base vi è stata l’idea di testare nel concreto le procedure di rientro del pubblico in linea con le normative di sicurezza e i principi di sperimentazione, gradualità e sostenibilità indicati dal Comitato Tecnico Scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile. Queste procedure sono state verificate con estrema cura per tutelare quanti lavorano all’interno dei musei, del pubblico e delle opere. La fase di sperimentazione ha dato risultati confortanti. Le riaperture si sono svolte con ordine rigoroso e nel pieno rispetto dei principi di sicurezza che l’avevano ispirata. Essa ha inoltre messo in luce una notevole richiesta per questi siti: mostrando di soddisfare una domanda espressa sia a livello accademico-scientifico, sia dal grande pubblico, sia infine dal territorio, che li interpreta come un simbolo della propria identità culturale. Ecco il commento della direttrice Dott.ssa Edith Gabrielli: “I musei costituiscono una parte essenziale della nostra storia e della nostra identità. Dare un segnale era ed è giusto, perché si tratta di un segnale di civiltà. I musei italiani hanno avuto il via libera a riaprire dal 18 maggio. Nel tenere d’occhio quella data, abbiamo messo al primo posto la sicurezza del nostro personale e del pubblico. Anche per questo stiamo procedendo per gradi. I primi risultati ci stanno dando ragione: sembra dunque possibile andare avanti con le riaperture. Nel farlo, dobbiamo continuare a tenere la guardia alta e far tesoro dell’esperienza che abbiamo acquisito e stiamo tuttora acquisendo. Solo in questo modo potremo continuare a garantire la tutela di chi nei musei lavora ogni giorno e di chi verrà a visitarli: musei sicuri, insomma, non soltanto belli e importanti”.