Inaugurazione del restauro della fontana "Venezia sposa il mare" a Palazzo Venezia

Palazzo Venezia

ore 11.45, 13 settembre 2018 - lavori restauro e riallestimento

Fontana “Venezia sposa il mare”

Giovedì 13 settembre alle ore 11.45, il Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli presenterà al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia diretto da Sonia Martone il restauro della fontana Venezia sposa il mare, opera settecentesca dello scultore Carlo Monaldi che si può ammirare nel giardino del Palazzo.

Alla conferenza stampa di presentazione nella Sala Altoviti di Palazzo Venezia saranno presenti, oltre alla Direttrice Gabrielli e alla Direttrice Martone, Tiziana Coccoluto Capo di Gabinetto del MiBAC, Antonio Lampis Direttore Generale dei Musei, Andrea Rigoni Amministratore Delegato Rigoni di Asiago, Enrico Bressan Presidente Fondaco Italia e Luca Vincenzo Pantone di Pantone Restauri.

Il Polo Museale del Lazio ha stipulato il contratto per il restauro con la società di comunicazione veneziana Fondaco Italia che si occupa di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale. Lo sponsor è stato individuato in Rigoni di Asiago, un gruppo italiano che ha rivolto la propria produzione alla sostenibilità con una particolare attenzione al biologico e al rispetto dell’ambiente, ma è anche particolarmente attivo in ambito sociale e culturale.

“Nei suoi circa tre anni di vita” spiega Edith Gabrielli, Direttrice del Polo Museale del Lazio “il Polo ha avuto modo di entrare in contatto a varie riprese e a vario titolo con soggetti privati. Lo ha fatto senza remore, ma tenendo ben fermi i reciproci diritti, doveri e responsabilità. Adesso la Rigoni di Asiago. Il rapporto con il Polo è corso stavolta lungo i binari della sponsorizzazione e secondo le modalità garantite dal nuovo codice dei contratti”.

La natura nel cuore di Roma è la frase identificativa del progetto, non solo una sponsorizzazione, ma una vera e propria operazione culturale che lega i temi propri della politica imprenditoriale di Rigoni al più ampio progetto di sviluppo di Palazzo Venezia. La scelta della fontana ha rappresentato un'occasione per il Polo Museale del Lazio e per la Direzione del Palazzo di consolidare quel senso di progressiva riappropriazione culturale del luogo da parte della collettività, suscitato dagli interventi in corso. Si è partiti nel giugno 2016 con il restauro del giardino, che era stato ridotto a parcheggio, ora piazza aperta all'accoglienza: un primo importante traguardo, un gesto forte di inclusione urbana, che si concretizza nell'apertura al pubblico dei tre ingressi di via del Plebiscito, via degli Astalli, piazza San Marco. Per chi attraversa il giardino, la fontana rappresenta un perno compositivo, visibile da tutti gli ingressi, un punto di attrazione che accoglie durante il giorno centinaia di visitatori e per molti significa una sosta, un momento inaspettato di pace che si presenta nel cuore più caotico della città. Il suo restauro rientra negli interventi che il Polo aveva già previsto nella sua attività di programmazione a medio termine e che, grazie a questa opportunità, è diventato immediatamente eseguibile.

“Il restauro della fontana”, spiega Sonia Martone, Direttrice di Palazzo Venezia, che ha seguito direttamente i lavori, “si inserisce in un progetto ampio e articolato elaborato sulla base di un “cantiere della conoscenza” che si avvale di un rilievo approfondito.Trattandosi di un’opera posta all’esterno è stato importante analizzare il sistema ambientale, le condizioni esterne legate al luogo e ai fattori del deterioramento per inquinamento, e quelli connessi all’esposizione agli agenti meteorologici e alla presenza dell’acqua. Il rilievo dello stato di conservazione attuale ha previsto di eseguire anche analisi e prelievi per comprendere l’efficacia delle azioni svolte nei tempi passati.
Le attività non si sono limitate alla pulitura e all’integrazione materica, si è trattato di un lavoro interdisciplinare, che ha visto la ditta incaricata dallo sponsor collaborare sotto il coordinamento della Direzione del Museo con diversi soggetti coinvolti: architetti, esperti di paesaggio, illuminotecnici, impiantisti, colleghi restauratori e il risultato è stato quello di un’operazione di insieme”.

L’intervento è durato sette mesi e si è articolato in diversi stati di avanzamento. Nel corso dei lavori si è voluto mantenere il filo diretto con la cittadinanza e con i turisti raccontando e rendendo visibili le operazioni sia in situ che attraverso una webcam, pubblicata in tempo reale sulla piattaforma web skylinewebcams.com in una pagina creata appositamente. Concordemente allo sponsor è stato concepito un cantiere aperto che ha permesso di apprezzare la progressione delle fasi lavorative e sono state organizzate visite guidate di approfondimento e divulgazione.